Lasciare andare la rabbia

una email

 

 

DA UNA EMAIL RICEVUTA OGGI

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Vorrei approfittarne per farti una domanda.

Ti racconto brevemente l’episodio.

Ieri sera ero in chiesa e, alla fine della messa, un signore che doveva togliere le sedie, con un sacco di nervoso sbotta in maniera molto burbera "ehi via di qui che dobbiamo passare".

Ultimamente ho letto che il nostro cervello è dotato di neuroni specchio che ci consentono di percepire le sensazioni del nostro interlocutore.

Ho percepito un mare di nevrosi – e direi soprattutto nervoso – in quell’uomo, ma il problema è che la violenza della lingua fa male.

Ora, questo è solo un esempio, ma spesso sono capitati episodi di questo tipo.

Ho letto che però dipende da noi non lasciarci sommergere dal mare di rabbia che vuole colpirci la mancanza di amore e la presenza di nervoso dell’altra persona.


Se però si incamera il fastidio diventa psicosomatico!

Mi sono interrogato già in passato e ancora oggi mi chiedo: se il disagio dipende solo dalla nostra reazione alla realtà – piuttosto che dalla realtà stessa – qual è allora quel modo per lasciarsi scivolare addosso l’altrui rabbia senza identificarsi con le parole?

Non ci sono riuscito ieri sera e poiché non ho ribattuto, per lo meno in maniera costruttiva del tipo "Le chiedo scusa se Le ostacolo il passaggio, ma Lei potrebbe essere piú gentile", beh questo fa male!

Ho provato pure a compatire con frasi del tipo "ma sí, in fondo ero fermo e quell’uomo aveva fretta di ritirare le sedie", però niente, quel pensiero mi fa tornare a quell’episodio e, detto sinceramente, la mia mente si crea soluzioni irrazionali come calciare quella persona dove è facile immaginare

La nostra natura e autenticità è quella di amare ed è dove voglio arrivare, caro Massimo.

Come fare allora a sostituire il rancore con l’amore e senza sacrifici, quindi evitando che il dolore diventi psicosomatico e quindi senza soffrire, almeno in maniera negativa?

Grazie, a presto e ancora un carissimo saluto!

Mauro

E’ nel fatto di essere umani che capita di soffrire, la cosa migliore è lasciare andare il dolore e tornare in se, nel propria vita.

Il fatto di razionalizzare una risposta che “dia una lezione” oppure “dimostri comprensione” non serve a nulla.

Se riguardi il video "un video molto commovente” e inizi a riflettere su quella che potrebbe essere stata l’educazione della persona in oggetto potresti iniziare a sentire la compassione e a lasciare andare le idee di rivalsa, di essere migliore, di dire qualcosa la prossima volta etc.

E’ solo questione di volontà e di esercizio.

Il sentire per la mia esperienza è come un muscolo che va allenato poco alla volta puoi sempre decidere volta per volta quanto sentire e cosa sentire.

 

Massimo

PS quello che ho detto vale per Mauro, in base a quello che ha scritto qui e in altre email, non è detto che valga anche per te.

A buon intenditrice …

3 Responses to “Lasciare andare la rabbia”

  1. on 23 giu 2009 at 22:51 chiara

    Ciao Massimo e ciao tutti!Dato ché inviti a commentare…Per superare la rabbia ho sperimentato alcune visualizzazioni, parlo di quella sedimentata a lungo o dovuta a ferite profonde, tale per cui valeva davvero la pena un metodico allenamento. Metodi letti qua e là, ché sintetizzo rapidamente. Il primo è immaginare ché la persona ché ti ha ferito riceva tanti doni meravigliosi, tutti quelli ché immagini possano servirle, e vedere e sentire la sua gioia. Inizialmente è stato straziante ma pian piano mi ha portato a togliere le ancore della mia sofferenza e a poter pensere a quella persona con un sorriso inaspettato. Noi siamo amore. Il secondo era un percorso di visualizzazione molto più elaborato, con una voce ché guidava in luoghi immaginari protetti in cui potevi manifestare prima tutta la tua rabbia e poi sperimentare il perdono e il lasciar andare. Penso ché per le questioni ché rimangono in qualche modo in sospeso, nonostante siano concluse, si possa usare la visualizzazione e penso ché ognuno possa inventarsi la sua. Si può continuare a modificare la nostra reazione emozionale anche sé l’evento è già concluso. Anzi è ancora più semplice perché tutte le pedine le muoviamo noi. Oppure sé si tratta di cose del tutto contingenti e fugaci, può essere più rapido e potente un pensiero di luce sulla persona “cattiva” in questione…una preghiera per lei, una cosa buffa ma carina, un pensiero di amore o caritatà o compassione. Sé non ci viene proprio si può richiamare l’immagine di altra persona ché in noi uscita facilmente compassione e sovrapporla. Oppure immaginare il cattivo come un bambino- ripensando al video…. In ogni caso, il nostro stato d’animo in un attimo cambia. A volte penso “ti aiutino gli angeli” a volte “anche lui è manifestazione del creato” oppure “povero lui”…. etc. Fatto sta ché più ti alleni più è automatico. Non so sé mi sono espressa chiaramente, scrivo dal telefono e ho tasti minuscoli… eppure il mio nome è Chiara :-) n.b. Grazie infinite Massimo

  2. on 24 giu 2009 at 10:55 Massimo

    Grazie Chiara per i metodi e l’atteggiamento che hai condiviso.

  3. on 12 ago 2009 at 11:28 Margherita

    carissimi
    non so perchè sono capitata in questo blog e perchè nel giro di neanche 5 minuti mi trovo ad aver letto quel cheè scritto qui sopra e a scrivervi.
    è una fatalità? …nn credo.
    proprio ieri sera ne ho parlato a mio marito: la rabbia.

    io prima non conoscevo la rabbia, non sapevo cosa fosse e non mi faceva male se per caso in una giornata qualsiasi mi capitava di incontrarla e anche subirla.

    oggi invece è un peso così grnde, un dolore così grande che non riesco ad accettarne neanche il più piccolo accenno di rabbia. perchè??

    perchè l’ho subita per quasi 10 anni da mio marito. Rabbia gratuita soloperchè io non mettevo mai un paletto , un ostacolo, un No. sempre prontaa capire , a pensare che se se io amavo e davo amore prima o poi anche lui avrebbe fatto al stessa cosa. e invece NO. siamo dovuti arrivare al punto che anch’io tirassi fuori la rabbia, la cattiveria e mi comportassi come lui.

    ma io nn sono così e sonostata tanto male e ancora sto male, tanto che il dolore si è trasformato in mallattia. ilmio fisico adesso è debole. anima e corpo sono una cosa sola.

    adesso mio marito sembra abbia capito e sembra pronto a cambiare.
    ma perchè ho dovuto subire tutto ciò, perchè lo ha fatto. perchè adesso lui è pronto ad amarmi e io vorrei non dargli la possibilità di farlo. perchè è io adesso che ho rabbia?
    perhè sento questa macchia nera dentro me che ho bisogno di buttare fuori se nn come ha fatto lui con me?
    io sono pronta ad amare, ma per quanto? e se domani i ricordi affiorano? sento che nn meritavo tutto ciò e che merito amore vero dolce sereno. nn ho voglia dipensare al futuro con lui e con nessun altro, ma sono oggi ancora con lui, continua ad essere più forte e di me e a decidere per me o le cose cominceranno a d andare bene?
    dopo tutte queste domande la domanda più importante è: la rabbia che ho dentro, questa macchia nera, rimarrà, la butterò fuori anch’io verso le persone più deboli, più buone, perchè così ho iniziato a fare ed è un acosa che mi tanto male, perchè è una cosa che nn riesci a controllare perchè è una violenza che hai subito giorno dopo giorno senza capire ilperchè?

    spero di nn avere sbagliato pagina del blog con queste domande

    ringrazio di cuore perchè in qualche modo siete arrivati a me e per avermi dato lospazio di espripermi. un abbraccio

    Margherita

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